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Riceviamo e pubblichiamo. Galatro, dimissioni commissione esaminatrice del concorso pubblico per il ruolo di “Istruttore Direttivo Amministrativo”

Le dimissioni in massa della commissione esaminatrice del concorso pubblico per il ruolo di “Istruttore Direttivo Amministrativo” presso il Comune di Galatro sollevano numerosi interrogativi e preoccupazioni. L’evento assume una rilevanza particolare non solo per il numero dei dimissionari, ma soprattutto per la presenza della Segretaria Comunale tra questi. La vicenda evidenzia problemi che richiedono un esame approfondito da parte delle autorità competenti, in particolare della Magistratura e della Prefettura di Reggio Calabria.

 

Il concorso, già posticipato una prima volta per l’incapacità dell’amministrazione comunale di trovare un’impresa adatta a correggere gli elaborati dei candidati, ha subito un ulteriore rinvio a causa delle dimissioni di un componente della commissione. La comunicazione ufficiale del rinvio, datata 20 maggio 2024, segue di pochi giorni la delibera di giunta n. 33 del 2 maggio 2024, che autorizzava un dipendente del Comune di Rosarno a lavorare presso l’ufficio amministrativo del Comune di Galatro. Questo scenario ha generato aspettative frustrate tra i candidati locali e ha disincentivato la partecipazione di aspiranti provenienti da altri comuni.

 

Il fenomeno delle dimissioni in blocco della commissione esaminatrice non può essere liquidato come un semplice evento sfortunato. La Corte dei Conti, con la sentenza n. 1850 del 26 novembre 1987, sottolinea l’importanza di mantenere la stabilità delle commissioni esaminatrici per garantire coerenza e imparzialità nelle valutazioni. Tuttavia, la Corte riconosce anche il diritto dei membri di dimettersi per motivi legittimi, che includono problemi di salute, nuovi impegni lavorativi, gravi problemi familiari e trasferimenti. Il Comune di Galatro, però, ha motivato le dimissioni con una generica “mancanza di tempo da dedicare alla specifica funzione/attività”, una giustificazione che appare debole e inadeguata.

 

L’amministrazione comunale avrebbe dovuto esercitare maggiore rigore nella valutazione delle dimissioni, respingendole se ritenute non valide, come indicato dalla Corte dei Conti. La superficialità con cui sono state accolte le dimissioni, unita alla mancanza di una soluzione efficace per la correzione degli elaborati, rivela una carenza gestionale preoccupante.

 

Inoltre, la Prefettura di Reggio Calabria, storicamente poco reattiva alle problematiche dei piccoli comuni, deve intervenire con maggiore incisività. La presenza della Segretaria Comunale tra i dimissionari dovrebbe costituire un campanello d’allarme significativo. È imperativo che il Prefetto attivi un’indagine per comprendere le reali motivazioni dietro queste dimissioni e per assicurare che il processo concorsuale possa procedere in maniera trasparente e corretta.

Francesco DISTILO