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Ndrangheta: investigatore rivela trattativa dopo strage di Duisburg: ”Bisogna evitare altri morti”

Lo Stato tratto’ con i boss della ‘ndrangheta per individuare i killer della strage di Duisburg nella quale, il 15 agosto 2007, furono uccise sei persone nell’ambito della faida tra le cosche Pelle-Vottari e Nirta-Strangio di San Luca. Lo scrive il Fatto Quotidiano riportando le affermazioni di un investigatore di cui non viene fatto il nome. ”Lo Stato – dice l’investigatore al Fatto – ha sempre trattato con la ‘ndrangheta e nessuno lo ha mai fatto senza che la magistratura non ne fosse a conoscenza. Anche per Duisburg. Per non trattare le istituzioni devono essere determinate. Sia chiaro: noi non abbiamo mai trattato l’impunita’ del reato”. Riferendo di quanto avvenuto subito dopo la strage, l’investigatore afferma di essere stato informato subito e di avere subito sentito una fonte confidenziale che il Fatto indica come un boss originario di San Luca ma da anni emigrato in Sudamerica. ”Scendo in Calabria – dice l’investigatore – e cerco un contatto per arrivare a lui. A Giovanni Strangio ci arriviamo subito”. Il boss, oltre a denaro, chiede ”uno sconto di pena per un importante capobastone in carcere. Tutte le richieste le ho portate all’autorita’ giudiziaria. Per Duisburg abbiamo contattato anche gente in carcere. Anche boss di rilievo. Ognuno chiedeva qualcosa: il trasferimento di un parente o il passaggio ad un regime detentivo meno duro. Tutte richieste aggiustate”. Ed alla domanda se cosi’ facendo lo Stato ha favorito la ‘ndrangheta, l’investigatore risponde: ”Lo Stato non favorisce la ‘ndrangheta, ma a volte bisogna evitare altri morti”.

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