Rosarno “Operazione S. Anna” otto arresti ai clan Pesce e Bellocco. Video e Foto

Barone Salvatore Bellocco Umberto Ciraolo Giuseppe Forte Michele Messina Elvira Oliveri Francesco Oliveri Umberto Emanuele Spataro Giuseppe

 

Alle prime ore del mattino, i Carabinieri del R.O.S. e del Comando Provinciale di Reggio Calabria, hanno eseguito un provvedimento di Fermo di indiziato di delitto, emesso da questo Ufficio, nei confronti di 8 indagati per associazione di tipo mafioso e porto e detenzione illegale di armi e munizioni, aggravati dalle finalità mafiose.

Il NUCLEO PT – G.I.C.O. – Sezione G.O.A. della Guardia di Finanza di Reggio Calabria ha concorso nell’esecuzione della misura restrittiva nei confronti di uno degli indagati, sul conto del quale, nel corso di distinte attività d’indagine, sono stati raccolti ulteriori elementi di reato.

 

Il provvedimento scaturisce dagli esiti di due distinte attività investigative svolte sul contesto mafioso della Piana di Gioia Tauro, sviluppate in due periodi differenti: la prima, tra settembre 2012 e ottobre 2013, finalizzata alla cattura dell’allora latitante PESCE Giuseppe cl. 1980, inteso Testuni, divenuto reggente dell’omonima cosca all’indomani della cattura, il 9 agosto 2011, del fratello maggiore Francesco cl.78; la seconda, effettuata tra i mesi di gennaio e giugno 2014, nei confronti di BELLOCCO Umberto, classe 1937 (suocero di PESCE Giuseppe) e di altri appartenenti all’omonimo sodalizio, di cui l’anziano boss è il capo fondatore.

 

In particolare, il primo segmento di indagine ha principalmente mirato alla localizzazione del latitante PESCE Giuseppe cl. 80, reggente dell’omonima famiglia mafiosa, che si era sottratto ai provvedimenti coercitivi emessi nell’ambito dei processi “ALL INSIDE” e “CALIFFO”.

L’intensificarsi della pressione investigativa, nonché il fermo di indiziato di delitto, il 16 aprile 2013, di SIBIO Domenico (uomo di fiducia di PESCE Giuseppe) e l’esecuzione di ordinanza custodiale, il 5 maggio 2013, nei confronti della moglie del latitante, BELLOCCO Ilenia (cl. ’69), hanno indotto PESCE Giuseppe, il 15 maggio 2013, a costituirsi presso la Tenenza dei Carabinieri di Rosarno.

 

La prosecuzione dell’attività ha consentito di dimostrare le complesse dinamiche associative sviluppatesi all’interno della società di Rosarno, a seguito della scarcerazione dello storico boss BELLOCCO Umberto (cl. ’37), avvenuto nel mese di aprile 2014, dopo una detenzione durata oltre un ventennio.

 

È fin da subito emerso lo spessore criminale di BELLOCCO Umberto, il quale usufruendo dell’ausilio dei suoi più stretti sodali, la maggior parte appartenenti al medesimo contesto familiare, ha tentato di riaffermare la propria leadership, anche attraverso il ripristino di preesistenti relazioni con esponenti apicali di altre cosche mafiose (tra cui i CREA di Rizziconi) e la riorganizzazione delle attività illecite della cosca sul territorio rosarnese.

E’ stato, altresì, documentato che BELLOCCO e i sodali a lui vicini, non solo avessero ampia disponibilità di armi, ma si fossero attivati per reperirne altre, di maggiore potenzialità offensiva.

 

Sono stati documentati, infine, gli interessi della cosca mafiosa  nel traffico di sostanze stupefacenti, nel cui ambito si inseriscono le convergenze investigative della Guardia di Finanza, che vedono coinvolto OLIVERI Umberto Emanuele, nipote di BELLOCCO Umberto cl. 37, prescelto dallo zio quale referente della potente cosca di ‘ndrangheta, per il traffico di droga condotto attraverso il porto di Gioia Tauro.

Reggio Calabria, 16 luglio 2014