Il Pd gioiese su armi chimiche siriane

Il Segretario Dott. Francesco Ierace   – Il Pd gioiese in merito alla vicenda relativa al trasbordo delle sostanze chimiche provenienti dalla Siria, che in questi ultimi giorni hanno puntato i riflettori sul porto della nostra Città; ritiene indispensabile fare le dovute osservazioni.

 

 

Il porto di Gioia Tauro, come ha più volte ribadito il Ministro Lupi, ha una posizione strategica nel Mediterraneo ed è diventato, per quanto riguarda l’attività di trashipment, un punto di eccellenza.

Riempie d’orgoglio che il Governo Nazionale riconosca in occasione di una missione di pace l’utilizzo di questa importate infrastruttura.

Il primo pensiero deve essere tuttavia quello di tutelare i lavoratori dell’area portuale e i cittadini della Piana di Gioia Tauro.

Oltre tutte le misure di sicurezza abitualmente previste e già regolarmente implementate per la movimentazione di tutti i contenitori “Dangerous Cargo” – merci pericolose – all’interno del porto, sarebbe opportuno, che sia il Governo Italiano che l’Opac, assumano precisi impegni affinché vengano garantite le più elevate condizioni di sicurezza in ragione della eccezionalità dell’evento, all’interno dell’area portuale e per la cittadinanza tutta.

In maniera del tutto cautelativa, far presenziare a dette operazioni il 7° Reggimento “Cremona” di Civitavecchia, l’unico reparto in Italia preparato ad intervenire in caso di attacco con armi chimiche.

Garantita la sicurezza, invitiamo tutti gli attori che prenderanno parte alla riunione indetta dal Presidente del Consiglio Letta, a dare nuovo impulso al disegno di legge n. 894 (presentato in data 27 giugno 2013), riguardante l’istituzione di una Zona Economica Speciale nel distretto logistico-industriale della Piana di Gioia Tauro, attualmente in corso di esame in commissione del Senato dal 22 ottobre 2013.

Inoltre chiediamo che venga rimesso in primo piano il bando per la gestione dei servizi ferroviari nell’area retroportuale e la situazione relativa all’APQ, questa serie di interventi permetterebbero di risolvere il problema di esubero occupazionale per quanto riguarda il terminalista, ed offrirebbe una prospettiva di sviluppo per tutto il distretto portuale e retroportuale.