Arrestati a Reggio gli autori dell’omicidio del rumeno

Sono stati tutti fermati dagli investigatori della Squadra Mobile gli autori dell’omicidio  di PIRVU Cezar Marian avvenuto in questo centro lo scorso 3 agosto.

Si tratta dei cittadini rumeni POPOINETE Doru (cl.‘79), TICAN Ioan Marius (cl.‘89) e CHIRILA Alin (Cl. ‘95), nei cui confronti la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, concordando pienamente con le risultanze investigative acquisite dalla Sezione “Omicidi” nel corso di articolate indagini condotte senza soluzione di continuità fin dalla sera del 3 agosto, aveva emesso due provvedimenti di fermo di indiziato di delitto per omicidio in concorso.

Nel dettaglio:

alle ore 22.00 circa dello scorso 3 agosto, si presentava all’ingresso della Questura, chiedendo aiuto, un soggetto dolorante e sanguinante, il quale perdeva i sensi e si accasciava nell’atrio della Questura in stato di incoscienza: il ferito, riconosciuto in PIRVU Cezar Marian (cl. ‘79) veniva immediatamente trasportato, a mezzo unità 118, presso il Pronto Soccorso degli Ospedali Riuniti.

I primi accertamenti effettuati da personale del locale Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico (U.P.G.S.P.) consentivano di accertare che l’uomo era stato poco prima accoltellato da alcuni connazionali nella vicina Piazza Garibaldi con cui il PIRVU aveva avuto una lite.

Nella notte tra il 3 e il 4 agosto, venivano pertanto acquisite le dichiarazioni di tutti i testimoni in Questura e venivano effettuati diversi riscontri sul luogo indicato mediante acquisizione di immagini dei vari sistemi di videosorveglianza della zona.

La mattina del giorno 4 agosto, il PIRVU decedeva agli OO.RR..

Pertanto, sotto la direzione del P.M. della Procura della Repubblica presso il Tribunale, Dott. Massimo BARALDO, venivano ulteriormente implementate le attività di indagine da parte della Squadra Mobile, che lavorando insieme all’U.P.G.S.P. in breve individuava in tale POPOINETE Doru il soggetto che materialmente aveva sferrato la coltellata mortale alla vittima.

I serrati accertamenti effettuati dalla Squadra Mobile consentivano di identificarlo nel sopranominato POPOINETE Doru cl. 79, soggetto dall’indole estremamente violenta, annoverante diversi precedenti di polizia per reati contro la persona e il patrimonio, e di raccogliere a suo carico diversi gravi elementi di colpevolezza che venivano partecipati in tempi rapidissimi al P.M. il quale in breve emetteva nei suoi confronti un Provvedimento di Fermo di indiziato di delitto per il reato di omicidio volontario; nel frattempo il prosieguo dell’attività investigativa avviata consentiva, oltre che di rafforzare il già chiaro quadro indiziario a carico dell’indagato POPOINETE, di fare luce su tutta la dinamica del delitto perpetrato ad opera non solo del predetto POPOINETE ma anche di altri soggetti che a vario titolo avevano partecipato all’aggressione mortale nei confronti della vittima.

Alla luce delle risultanze investigative, venivano infatti individuate ulteriori e precise responsabilità per il gravissimo fatto di sangue, anche in capo a CHIRILA Alin e TICAN Iuan Marius, che partecipate immediatamente all’A.G. consentivano al P.M. titolare delle indagini di emettere un secondo provvedimento di fermo di indiziato di delitto.

La minuziosa ricostruzione dei fatti quindi, operata dagli investigatori della Squadra Mobile, consentiva di ricostruire il contesto in cui era maturato il grave fatto di sangue, l’ambiente degradato di un ristretto gruppo di cittadini extracomunitari coinvolti perlopiù nel giro della prostituzione, e il movente che lo aveva determinato: invero, l’omicidio era originato, secondo quanto finora emerso, da motivi di gelosia. Il POPOINETE avrebbe infatti “insidiato” la donna del defunto PIRVU e, alla richiesta di chiarimenti di quest’ultimo, ne sarebbe scaturita una violenta colluttazione in cui la vittima sarebbe stata inizialmente aggredita con una bottiglia rotta e successivamente con un coltello che il POIPONETE avrebbe utilizzato per colpire il PIRVU alle spalle mentre lo stesso, compreso il pericolo, cercava di fuggire.

Il CHIRILA, rintracciato, veniva sottoposto a fermo già la sera del giorno 4 agosto mentre POPOINETE e TICAN si rendevano inizialmente irreperibili.

Si susseguivano pertanto due giorni di frenetiche ed incessanti attività di indagine finalizzate a localizzare i due ricercati, considerati soggetti estremamente pericolosi.

Proprio la massiccia attività investigativa, espletata anche mediante l’ausilio di presidi tecnologici e di servizi di pedinamento sul territorio, consentiva di localizzare i due fuggitivi fin dal primo pomeriggio del 6 agosto in uno stabile in una via centrale di Locri (RC).

Veniva pertanto predisposta l’effettuazione di una rapidissima irruzione all’interno dell’abitazione; essa avveniva effettivamente poco prima delle ore 24.00 dello stesso giorno e i due fuggitivi, sebbene colti di sorpresa, cercavano di darsi alla fuga attraverso un piccolo giardino ubicato nel retro del citato stabile, ove però venivano fermati da personale operante e tratti in arresto in esecuzione dei già citati provvedimenti di fermo di indiziato di delitto: si accertava così che gli stessi erano pronti a lasciare il paese, diretti in Romania e stavano organizzando la fuga a bordo di autobus di linea.

Nell’appartamento venivano altresì individuati SZEKELY Magdalena (cl.‘78) e RINAUDO Domenico (cl.‘58) che venivano tratti in arresto in flagranza per il reato di favoreggiamento personale e posti a disposizione dell’A.G. di Locri (Rc) competente per territorio.

Al termine degli adempimenti di rito, i fermati e gli arrestati venivano condotti in carcere a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Proseguono le indagini per l’identificazione di altri favoreggiatori e degli altri complici dell’efferato delitto.