Bomba Sexy Shop Gioia Tauro, scarcerato Infantino

 

Dopo alcuni mesi di indagine, veniva tratto in arresto l’INFANTINO, in quanto – si sosteneva – era stato riconosciuto dalla Polizia dalle immagini ricavate dal sistema di video sorveglianza presenti nell’esercizio commerciale.

La difesa aveva proposto istanza di revoca misura, che veniva però rigettata dal GIP del Tribunale di Palmi.

Avverso tale rigetto era stato proposto appello al Tribunale del Riesame di Reggio Calabria.

Dinanzi al Tribunale la difesa ha dimostrato l’assoluta estraneità dell’indagato.

Infatti la perizia antropometrica stilata, su incarico della difesa, dal dott. Maurizio CUSIMANO ha dimostrato come le fattezze fisiche del soggetto ripreso dalle immagini di video sorveglianza non coincidevano affatto con i tratti somatici dell’INFANTINO.

Inoltre, con una serie di indagini difensive relative ai tabulati telefonici, veniva riscontrato l’alibi fornito dall’indagato nell’immediatezza dell’arresto.

Alla luce degli elementi apportati dalla difesa ed a fronte di una così corposa produzione documentale, il TdL (dott. LEONARDO Presidente, dott. FOTI e D.ssa CONFORTINI a latere) riconosceva come la gravità indiziaria che aveva portato all’arresto dell’indagato, fosse stata ormai pienamente superata e condividendo le argomentazioni difensive disponeva l’immediata scarcerazione dell’INFANTINO.