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Polistena: i Mattanza inaugurano la rassegna Teatro canzone della Residenza teatrale della Piana

 

Il progetto del gruppo musicale fondato da Mimmo Martino prende spunto da uno dei testi più interessanti della tradizione popolare calabrese, “U rivoggiu da Passioni”, che racconta le ultime ore terrene di Gesù. Poesie, testi, canzoni che si intrecciano, attraverso le tastiere e la fisarmonica e i cori di Enzo Petea e Gino Mattiani, il basso e il contrabbasso di Roberto Aricò, la chitarra battente e quella classica di Fabio Moragas, le chitarre, la lira calabrese e i fiati popolari di Mario Lo Cascio, i tamburi a cornice e le percussioni di Giacomo Farina, le voci di Mimmo Martino e di Rosamaria Scopelliti. Un omaggio all’arte e alle tradizioni popolari di una terra di bellezza e cultura aspra, dura, selvaggia, fiera e dolce al tempo stesso, come il carattere dei suoi stessi abitanti.

Nello spettacolo musicale teatrale dei Mattanza, il dolore terreno di Cristo si evidenzia mostrando la sua attualità nel dolore di tutte le vittime innocenti: donne e uomini uccisi dalla mafia, dalla povertà e, dunque, dall’indifferenza e dalla superficialità.

Dopo questo primo appuntamento, la Compagnia Dracma porterà in scena, in prima nazionale, il prossimo 25 Aprile, alle 21,30, una propria produzione, “La creatura prediletta. Calabria d’amore e d’abbandono”. Lo spettacolo di teatro canzone per la regia del direttore artistico Andrea Naso, si ispira al famoso testo di Leonida Repaci “Quando fu il giorno della Calabria”, e passa attraverso i versi più alti dei poeti Costabile, Calogero e Argiroffi.

Un viaggio poetico narrativo, musicato dal vivo con brani originali del maestro Nino Forestieri.Una raccolta di poesie, testi e canzoni capaci di valorizzare e rinvigorire il patrimonio storico e culturale di un popolo la cui storia secolare ha ispirato grandi artisti.
Un recital che vuol essere un omaggio all’arte e alle tradizioni popolari di un’area geograficamente e culturalmente fondamentale, la Calabria, terra di bellezza e cultura aspra, dura, selvaggia, fiera e dolce al tempo stesso, come il carattere dei suoi stessi abitanti.
Un suggestivo affresco di una terra di grandi contraddizioni, teatro del dramma perpetuo della cosiddetta “razza maledettà”, luogo mitico la cui ricchezza continua ad essere oscurata.

La rassegna teatro canzone si chiuderà, poi, il 18 maggio, alle 21,30, con “Madrigale” del Teatro del Carro, scritto e diretto da Luca Maria Michienzi.

Ispirata al testo “Madrigale siciliano” di Emilio Argiroffi, la pièce si concentra sulle varie sfaccettature dell’amore raccontate attraverso la poesia recitata e cantata che incontra i suoni della tradizione musicale popolare riorganizzati in ritmi ricercati.

 

Per informazioni sul progetto www.delbelloperduto.it