Gioia Tauro, lotta al caporalato. Controllate 7 aziende. Multe per oltre 90 mila€. VIDEO

caporalato-polizia-interforze.pianaContinua incessante l’attività di prevenzione e contrasto al caporalato e al lavoro nero nel territorio provinciale avviata lo scorso 11 novembre e proseguita in data 8, 14, 21 e 28 gennaio scorsi con capillari controlli in aziende della Piana di Gioia Tauro e in altri quadranti del territorio provinciale.

 

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Il Prefetto Claudio Sammartino mantiene l’impegno assunto dalle Istituzioni dello Stato per la riaffermazione del rispetto delle regole in ogni settore della società e in particolare in quelli economici e produttivi nelle aree sensibili del territorio provinciale anche a tutela della salvaguardia e della sicurezza sul lavoro.

Ieri nella Piana di Gioia Tauro è stato sferrato un ulteriore colpo all’illegalità, in un settore, quello agricolo, di vitale rilevanza per l’economia di questa terra.

A partire dalle prime ore del mattino, nella Piana di Gioia Tauro, si è svolto un ulteriore servizio interforze, pianificato in sede di apposite riunioni di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presieduto dal Prefetto nell’ambito della Direttiva del Ministro dell’Interno denominata “Focus ‘ndrangheta”, che ha visto coinvolte 35 unità della Polizia di Stato, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, del Corpo Forestale dello Stato e della Polizia Provinciale, con la collaborazione dell’Ispettorato del Lavoro e dell’A.S.P.

L’operazione interforze è stata riproposta, ancora una volta, nella Piana, dove si registra un numero significativo di presenze di immigrati extracomunitari e comunitari impiegati nella raccolta di agrumi, nelle coltivazioni e in altri settori.

Nel corso dell’attività sono state effettuate 14 perquisizioni personali, 2 domiciliari e sono state controllate 7 Aziende operanti nei comprensori di Gioia Tauro (località Pontevecchio), di Taurianova (località San Bartolo), di San Ferdinando (agro di Granatara), di Laureana di Borrello (contrada Campo Malo) Guardia di Finanza. All’interno delle stesse sono stati controllati 50 lavoratori di cui 23 extracomunitari, 23 comunitari e 4 italiani. Sono state elevate sanzioni amministrative per un importo complessivo di 92.000 euro per violazioni inerenti la normativa sull’impiego di manodopera.

Si tratta di operazioni volte alla riaffermazione della legalità e alla riappropriazione del territorio da parte dello Stato a scapito della cultura’ndranghetista e del disprezzo delle regole a tutela di della collettività reggina operosa e a garanzia della libera concorrenza e della dignità dei lavoratori.

“Ciascuno faccia la sua parte e sia chiamato alle proprie responsabilità”. Viene rinnovato il monito del Prefetto agli operatori economici e della produzione, attori dell’economia reggina: “Lo Stato sta facendo pienamente, con costanza e convinzione, la propria parte, attuando meccanismi articolati e continui di controllo del territorio e delle attività produttive”.