Nota Stampa PSI Cinquefrondi

Aldo Polisena coordinatore del PSI di Cinquefrondi, in una nota inviata agli organi di stampa scrive:
” Voglio dire all’amico e compagno Michele Tripodi ,ottimo Sindaco comunista di Polistena, in merito al suo intervento su G.Generazione.com dal titolo:
“Dinanzi al tentativo di riabilitare Craxi 20 anni dopo la sua morte, noi preferiamo ricordare Berlinguer di 20 anni prima”.
Premetto che io sono stato un grande ammiratore di Berlinguer.
Ricordo che due erano i giornali che leggevo all’epoca: l’Avanti e L’unità.
Compravo l’Unità, per leggere gli interventi (che venivano riportati integralmente) di Enrico Berlinguer, anche se avevo solo la tessera del PSI e nel partito non appartenevo alla corrente di Craxi ma il mio punto di riferimento erano Riccardo Lombardi, Signorile e la Sinistra Socialista.
Ho sofferto tanto quando, in quel famoso congresso socialista, il compagno Berlinguer fu fischiato dai delegati ,così come ho sofferto per la sua prematura scomparsa”.
Continuando dice:”Ritengo che Craxi e Berlinguer, anche con il dialettico confronto serrato sul socialismo(chi non ricorda la polemica su Marx e Proudhon) fossero in simbiosi nello scenario politico della tanto vituperata(oggi) prima Repubblica.
Tutto ciò premesso, non possiamo negare la grande statura politica di Craxi che fece dell’Italia la 5° potenza mondiale; che salvò il paese dall’inflazione che era al 23%;che diede dignità ed autonomia al nostro Stato rispetto anche agli Stati Uniti(affare Sigonella).
E’ vero c’era abbastanza corruzione nella prima Repubblica(e oggi a che punto siamo?)però coinvolgeva pure il Pci ,il quale, tra l’altro,(nonostante lo strappo di Berlinguer da Mosca) riceveva finanziamenti dall’URSS.
Ricordo a Michele Tripodi che la tesi per far condannare Craxi era quella che “:non poteva non sapere…” in quanto segretario nazionale del Partito”.
Infine conclude dicendo:”Io credo che 20 anni siano troppi per riconoscere gli errori e l’accanimento che ha subito Craxi dal suo paese che gli ha impedito, anche, di potersi curare il diabete e un tumore che lo hanno portato alla morte in esilio.
Chi fa politica deve imparare a fare i conti con la storia. Oggi la storia ci insegna che dopo la prima Repubblica(quella dei partiti e di Craxi e Berlinguer) c’è solo il nulla…”.
Caterina Sorbara